dell'avvocato Vito Sola, patrocinante in Cassazione

phone icon06.35454548 / 06.35428127 (fax)
addrVia Ugo De Carolis, 31, 00136, Roma
divider

Condominio e responsabilità ex art. 2051 c.c.

separator

/ 0 Commenti /

La natura soggettiva della responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c. può essere superata dalla prova fornita dal convenuto in ordine ad una causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento dannoso.

  

Studio Legale Avv. Vito Sola
tel. 06.35.45.45.48 ~ fax 06.35.42.81.27
email: segreteria@studiolegalesola.it
Via Ugo De Carolis 31 ~ 00136 Roma

 

SENTENZA 27435/14

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI ROMA II SEZ. CIVILE

Il Giudice di Pace, Avv. Rosario TREVIGNE ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al N. 7770/12 R.G.A.C. avente per oggetto: Risarcimento danni.

TRA

S. S.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore Sig.ra B.D.T. (c.f.  ….), con sede in Roma ed elettivamente domiciliata alla via A.B. presso lo studio  che dell’Avv. T. C., che la rappresenta e difende giusta delega a margine dell’atto di citazione;

                                                                                       – ATTRICE –

E

CONDOMINIO VIA  P. d. F. n. 69 ROMA, c.f. (….), in persona del legale rappresentate pro-tempore Sig. V.V., elettivamente domiciliato, alla via Ugo De Carolis n. 31, Roma, presso lo studio dell’Avv. Vito SOLA, che lo rappresenta e difende giusta delega a margine della comparsa di costituzione e risposta;

                                                                                                      – CONVENUTO –

G. B. S. S.c.p.a. (c.f. ….), in persona dei legali rappresentanti Dott. F.V. Presidente del Consiglio di Amministrazione, Dott. M.M. Direttore Generale, con sede in Trieste, nella qualità di procuratore delle A. G. S.p.a. c.f. (…), giusta procura autenticata nelle firme Rep. n.85546 del 14.12.2009 Dott. D.D., Notaio in Trieste, elettivamente domiciliata in Roma alla Via P.E. n.28 presso lo studio dell’Avv. S.C., che la rappresenta e difende, giusta procura alle liti autenticata nelle firme Rep. n.6863 Racc. n.3555 in data 11.06.2010 Dott. C.M., Notaio in Milano;

            – CHIAMATA IN CAUSA –

FATTO E DIRITTO

La S. S.r.l. con l’atto di citazione notificato ai sensi della legge n. 53/1994 a mezzo servizio postale con raccomandata A.R. in data 30.09.2011 conveniva in giudizio, avanti questo ufficio, il Condominio di Via P. d. F. n. 61 Roma e chiedeva il risarcimento dei danni “nella misura di Euro 2.500,00”.

Instauratosi il contradditorio, si costituiva in giudizio il Condominio di Via P. d. F. n. 61 Roma “contestando tutto quanto ex adverso eccepito”, chiedeva “il differimento della prima udienza” per la chiamata in causa di terzo.

Si costituiva in giudizio la A. G.  S.p.a. domandando: “dichiarare l’infondatezza della domanda di manleva spiegata dal Condominio di Via P. d. F. n. 61 quale diretta conseguenza della domanda principale spiegata dalla S. S.r.l.”.

Ammessi ed espletati l’interrogatorio formale dell’Amministratore pro-tempore del Condominio convenuto e la prova testimoniale, le parti precisavano le conclusioni; indi la causa veniva trattenuta in decisione.

La domanda è infondata e deve, pertanto, essere rigettata.

La sera del 29 ottobre 2008 si è abbattuto sulla città di Roma un nubifragio per la cui intensità ed eccezionalità con decreto n. 70659 del 05.11.2008 il Presidente della Regione Lazio ha proclamato lo “stato di calamità naturale”;

il giorno 30 ottobre 2008, alle ore -1,11, la Sig.ra D.T.B. richiedeva l’intervento dei “Vigili del Fuoco” ai quali faceva notare la “caduta di una albero di alto fusto”, ubicato nel cortile condominiale (Via P. d. F. n. 61) adiacente alla proprietà; la caduta di questo albero si fermava in modo pericolante sul muro di confine delle proprietà, quindi sulla annessa struttura muraria, interessando parte del tetto di copertura con la relativa struttura della “A.S.”.

La responsabilità per i danni cagionati da una cosa in custodia ex art. 2051 cod. civ. si fonda non su un comportamento od attività del custode ma su una relazione intercorrente fra questi e la cosa dannosa e, poiché il limite di responsabilità risiede nell’intervento di un fattore, il caso fortuito, che attiene non ad un comportamento del responsabile, ma alle modalità del danno.

“La natura soggettiva della responsabilità di cui all’articolo 2051 codice civile pone a carico del danneggiato l’onere di provare l’esistenza del nesso materiale di causalità tra la “res” custodita da altri e l’evento dannoso ed a carico del danneggiato quello di fornire la prova liberatoria del caso fortuito, onde, una volta accertata la sussistenza del nesso causale, in virtù dello stretto rapporto di consequenzialità temporale tra il fatto dannoso e l’evento, spetta al convenuto dimostrare che quest’ultimo si è verificato per una causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinarlo” così Cass. Civ. Sez. III, 9 marzo 2010, n. 5658.

Nella fattispecie il Condominio di Via P. d. F. n.61 – su cui incombeva l’onere probatorio ex art. 2051 cod. civ. ha provato che “l’evento atmosferico manifestatosi nella serata del 29 ottobre 2008 ha effettivamente assunto dimensioni e violenza tali da provocare danni anche ad altri alberi e piante nella zona colpita”.

Alla soccombenza deve seguire la condanna alle spese del giudizio, che si liquidano in dispositivo.

P.Q.M.

il Giudice di Pace definitivamente, pronunciando così provvede:

RIGETTA la domanda perché infondata;

CONDANNA S. S.r.l. al pagamento delle spese di giudizio, che liquida, in favore del CONDOMINIO DI VIA P. d. F. N. 61 ROMA e della G. B.  S.  S.c.p.a., in Euro 50,00 oltre Euro 450,00 per compenso professionale ed accessori di legge.

Roma, 30 settembre 2014

Il Giudice di Pace

(Avv. Rosario Trevigne)

 

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

ROMA 9 ottobre 2014

 

separator