dell'avvocato Vito Sola, patrocinante in Cassazione

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Nullità della violazione su Via di Portonaccio a Roma

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Il Giudice di Pace di Roma interviene su un caso che ha interessato i media e relativo al varco posto su Via di Portonaccio a Roma. In particolare da parte di Roma Capitale sono state elevate multe per violazione al Codice della Strada tramite dispositivo Sirio Ves 1.0, per la violazione del divieto di circolazione sulla corsia riservata ai mezzi pubblici. Il Giudice di Pace ha rilevato l’inadeguatezza della segnaletica stradale indicante la corsia riservata ai mezzi pubblici ed ha annullato il verbale di accertamento condannando Roma Capitale alla refusione delle spese del giudizio.

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SENTENZA 35501/2017

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA

Il Giudice di Pace di Roma, I sezione civile, avv. Paola Corso, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile, iscritta al n. 65852 Ruolo Affari Civili dell’anno 2017

TRA

P.R.

elett.te dom.to in Roma, via Ugo De Carolis n. 31, presso lo studio dell’avv. Vito Sola che lo rappresenta e difende giusta delega a margine del ricorso.

                                                                                                                         RICORRENTE

E

ROMA CAPITALE

In persona del Sindaco pro tempore, elett.te domiciliato in Roma, via del Tempio di Giove 21, presso l’avvocatura comunale da cui è rappresentato e difeso a mezzo del funzionario delegato dott. Andrea Spinella, giusta ordinanza n.1/2016 di conferma della validità delle deleghe conferite nel corso del mandato del sindaco I. R. Marino e del commissario straordinario F. P. Tronca, in atti.

                                                                                                                      RESISTENTE

OGGETTO: opposizione ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. 150/2011.

CONCLUSIONI: come da verbale d’udienza in data odierna.

MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Con ricorso depositato il 26.9.2017, l’istante chiedeva, previa sospensione dell’efficacia esecutiva, l’annullamento del verbale di accertamento n. 13171285161 del 27.6.2017 notificato l’8.9.2017 elevato dagli agenti del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, con il quale gli veniva ingiunta la sanzione di € 94,88, se pagata oltre il 5° giorno ed entro il 60° giorno, perché, in violazione dell’art. 7/1-14 del c.d.s., il conducente dell’autoveicolo tg.XXXXX circolava in Roma, via di Portonaccio ingresso 69 alt. deposito trambus, dir. Via Tiburtina, nella corsia riservata ai mezzi pubblici, rilevazione effettuata tramite dispositivo Sirio Ves 1.0, contestazione immediata non necessaria ai sensi dell’art. 201 comma 1 bis lettera G del c.d.s.

Il ricorrente lamentava l’uso illegittimo dello strumento di rilevamento delle violazioni, denominato Sirio Ves 1.0, in quanto omologato per il rilevamento degli accessi nelle ztl e nei centri storici e non per le violazioni concernenti la circolazione nelle corsie preferenziali, di conseguenza eccepiva anche la mancata contestazione immediata della violazione, inoltre eccepiva l’inesistenza di regolare segnaletica stradale, attesa la non visibilità del segnale, come da documentazione fotografica che depositava, tanto che erano stati multati tantissimi cittadini.

Disposta la comparizione delle parti, si costituiva Roma Capitale che produceva gli atti relativi all’accertamento della violazione, compreso il rilievo fotografico e chiedeva il rigetto del ricorso, perché infondato, attesa l’idoneità della segnaletica indicante il divieto di transito, in corsia preferenziale e il varco attivo.

All’udienza comparivano entrambe le parti che insistevano ciascuna nelle proprie richieste, quindi il giudice, procedutosi alla discussione, decideva come da dispositivo di cui dava lettura.

Il ricorso depositato il 26.9.2017 si rileva tempestivo perché proposto entro il termine di 30 gg. di cui all’art. 7 del d.lgs.150/2011, dalla notifica del verbale avvenuta l’8.9.2017, considerata la sospensione del termine nel periodo feriale.

Nel merito va rilevato che l’utilizzo dello strumento di rilevamento denominato Sirio Ves 1.0 si rivela legittimo per analogia tecnica delle corsie preferenziali con le ztl, quindi anche la contestazione immediata della violazione non si rivelava necessaria, tuttavia proprio per tale motivo all’inizio dell’ingresso “n.69” in questione, l’amministrazione avrebbe dovuto segnalare la telecamera attiva h.24, ossia la riattivazione del divieto di transito, con la medesima segnaletica luminosa prevista e posta agli ingressi delle ztl. Ed invero, il ricorso va accolto, con conseguente annullamento del verbale impugnato e della relativa sanzione, atteso che costituisce fatto notorio perché oggetto di divulgazione su quotidiani e altri mezzi di informazione radiofonici e televisivi, oltre che via internet, tanto che veniva creato anche un comitato dei cittadini malcapitati e la stessa assemblea capitolina aveva deliberato all’unanimità una mozione per l’annullamento in autotutela delle multe effettuate, sia l’inadeguatezza dell’informazione all’utenza della riattivazione con effetto dal 2.5.2017 del divieto di percorrenza della corsia riservata al servizio pubblico, che era stato sospeso sin dal 2011 a causa di interventi stradali strutturali, che ne avevano resa necessaria la libera circolazione prevista sino alla fine dei lavori su via Tiburtina , con la disattivazione dell’”ingresso n. 69”, sia l’assenza di preventiva segnaletica a norma di legge, l’inidoneità di quella orizzontale  e l’insufficienza  di quella verticale, considerati anche i due interventi alla segnaletica da parte dell’amministrazione delle date del 12.7.2017 e del 25.7.2017, sollecitato l’ultimo dalla ormai ben nota comunicazione prot. 180088 del 21.7.2017 della Polizia Locale di Roma Capitale, che ad avviso dello scrivente costituisce un riconoscimento della carenza e inadeguatezza della segnaletica ivi presente ancora alla data del 21.7.2017, ossia dopo il primo rifacimento di quella orizzontale effettuato nella notte tra l’11 e il 12.7.2017.

Né tali circostanze, sempre ad avviso dello scrivente, possono ritenersi superate dalla successiva, anch’essa ben nota, comunicazione prot. N. rh20170223710 del 13.9.2017, da parte dello stesso soggetto responsabile  che aveva sottoscritto anche la nota precedente,  con la quale affermava, questa volta, a distanza di due mesi, la legittimità della segnaletica. Del resto non appare plausibile che migliaia e migliaia di cittadini abbiano deciso volontariamente di farsi contravvenzionare, mentre per le circostanze sopra enunciate appare presumibile, oltre che verosimile, che tali situazioni abbiano indotto l’utenza, tra cui il conducente la vettura contravvenzionata, in errore sul fatto di ritenere ancora percorribile la predetta corsia preferenziale, quindi, stante l’assenza dell’elemento psicologico il conducente non può ritenersi responsabile ai sensi dell’art. 3 della L.689/81, trattandosi di errore scusabile, non generato da colpa dell’agente, ma dalla stessa amministrazione, che come dedotto e dimostrato dall’istante, con la copiosa documentazione prodotta anche fotografica, non ha adempiuto a norma di legge nella riattivazione del divieto, né a seguito delle predette contestazioni ha dimostrato di averlo fatto, né erano terminati i lavori su via Tiburtina in forza dei quali era stato sospeso il divieto di transito sulla predetta corsia, altra circostanza verificabile perché visibile all’utenza.

Considerata la peculiarità della fattispecie e l’errore scusabile che ha condotto all’accoglimento del ricorso, il decidente, rilevato che il contrasto giurisprudenziale in materia, ritiene di compensare le spese di giudizio e rimborsare al ricorrente il solo contributo unificato apposto sulla nota di iscrizione a ruolo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Roma, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e per l’effetto annulla il verbale di accertamento n. 13171285161 del 27.6.2017 notificato l’8.9.2017 elevato dagli agenti del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale e la relativa sanzione.

Condanna l’amministrazione opposta al rimborso in favore del ricorrente e con distrazione in favore del suo difensore dichiaratosi antistatario del contributo unificato pari ad € 43,00, come in atti e compensa le ulteriori spese di giudizio tra le parti.

Roma, 11.12.2017

IL GIUDICE DI PACE

Paola Corso

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

Roma, lì 3.1.2018

 

SENTENZA PORTONACCIO

 

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